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     La storia

La storia calcistica dell'Olimpia si intreccia indissolubilmente con le sfortunate vicende dell'altra squadra celanese, la gloriosa "Cliternum", perduta per sempre una fredda domenica di Febbraio del 1978.

Un incredibile concatenarsi di eventi determinò la fine burrascosa di una società antica, vanto ed orgoglio degli sportivi celanesi fino a quell'infausto giorno.

Una severa ed inappellabile sentenza della C.A.F. la eliminò drasticamente dal panorama calcistico abruzzese ma non riuscì a cancellare sessanta anni di gloria e di passione che fatalmente divennero la pesante eredità da onorare per la giovane società semi-amatoriale Olimpia, nata tre anni prima per volere di alcuni sportivi e con l'intento di consentire ad ex calciatori appesantiti dagli anni e ad improbabili atleti dell'epoca di godere di un sano divertimento domenicale.

Migliore erede che sapesse perpetuare la gloria antica la Cliternum non poteva avere: divenuta d'un tratto la prima squadra del paese dei Santi Martiri, l'Olimpia non solo onorò il passato calcistico ma lo superò con imprese ardite che prima restituirono a Celano il posto di sempre nel calcio dilettantistico e, successivamente, impreziosirono la sua storia sportiva con il meritato approdo nel calcio professionistico.
L'anno successivo alla radiazione della Cliternum (1978-1979) un intero paese, offeso ed umiliato, seguì con grande trasporto in terza categoria lo squadrone approntato per l'immediata ed improcrastinabile risalita che fu rabbiosa ed ineluttabile.

Quell'anno si vinse di goleada su tutti i campetti di periferia grazie al contributo di numerosi ex calciatori della Cliternum in cerca di un riscatto sportivo e morale che rese ìmpari ogni confronto.
Salendo di categoria di anno in anno e riconquistato il posto che fu della estinta società, negli anni ottanta la parabola calcistica dell'Olimpia raggiunse lo zènit.

Con le vittoriose stagioni 85-86 ed 86-87 Celano entrò di diritto e con molto onore nel calcio che conta anche se, più degli anni che seguirono in C2, nella mente di ogni celanese è rimasta scolpita l'avventurosa ed irripetibile esperienza del campionato interregionale 1986-1987.

Come dimenticare il record nazionale delle nove vittorie iniziali svanito per un soffio nel coreografico derby con L'Aquila, il testa a testa vincente con l'Ostiamare, le gite domenicali fuori regione di intere famiglie che abbinavano la classica "abbuffata" nei ristoranti tipici delle cittadine visitate con l'immancabile e salutare vittoria dell'imbattibile squadra del cuore. Ed ancora le strabilianti telecronache di Gianni Castellucci, gli "esoterici" interventi dell'inimitabile Edgardo e, soprattutto, la coinvolgente ed originale passione di un'intera popolazione.

Dal 1987 al 1991 l'Olimpia ebbe un ruolo di prim'ordine anche nel campionato professionistico di C2 misurandosi con squadre blasonate di città importanti come Terni e Perugia ed ospitando, prima sul campo in terra battuta dell'angusto e storico "Bonaldi" quindi sul manto erboso del nuovo stadio comunale, calciatori dal futuro radioso come Di Livio e Ravanelli o dal passato illustre come Vincenzo D'Amico.

A quel periodo risale l'inserimento nella schedina del totocalcio della partita Celano-Perugia che regalò al paese una gradita notorietà a livello nazionale.

Dopo la retrocessione il Celano continuò ad avere un ruolo di spicco nel calcio dilettantistico, ingaggiando celebri sfide con altre compagini abruzzesi tra cui spicca l'avvincente derby con l'Avezzano. Sono gli anni degli spareggi persi nel campionato di Eccellenza e della lunga risalita verso la D, riacciuffata dopo una rimonta incredibile ai danni del Lauretum nella stagione 2002-2003 guidati da mister Rinaldo Cifaldi.

La C2 (oggi Seconda Divisione) viene riconquistata dopo una trionfale cavalcata nei play-off di serie D nel giugno del 2006. L'ultimo atto si disputa a Lanciano, dove i biancoazzurri festeggiano la promozione nonostante la sconfitta in finale con il Monopoli, dopo aver eliminato Monterotondo, Tritum (Mi) e Fortis Juventus (Fi). Memorabile la trasferta in terra toscana, con ben 500 tifosi al seguito in una torrida giornata di inizio estate. Diretta su Rai Sat, risultato finale di parità e Celano certo del ritorno tra i professionisti.
Nella stagione 2006-07 il Celano è inserito nel raggruppamento C e conclude la fase regolare in zona play-out. Nonostante una strepitosa rimonta nel girone di ritorno trascinata dai gol di Pasquale Luiso, i biancoazzurri per un solo punto mancano la salvezza diretta e sono costretti allo spareggio nel derby con la Pro Vasto. Confortante 1-1 in trasferta all'andata ma nella gara di ritorno succede l'incredibile: al 90' la Pro Vasto segna con Mignogna, futuro biancazzurro, il gol che vuol dire salvezza. Per il Celano sembra tutto finito e invece all'ultimo minuto di recupero il celanese Gigi Morgante trova di testa il gol del 2-2 facendo impazzire di gioia gli oltre 3.000 tifosi presenti sugli spalti.

L'anno successivo (2007-2008) il Celano cambia filosofia: saluta il mister del ritorno in C2, Pino Petrelli, e si affida a Giacomo Modica, allievo di Zeman. E' un Celano che gioca il miglior calcio della categoria, squadra giovane e tutta votata all'attacco. Nella fase regolare il Celano riesce a conquistare sorprendentemente un posto per i play off. In semifinale è derby con il Pescina Valle del Giovenco, che gioca ad Avezzano ed è sostenuta dai cugini biancoverdi. La Valle parte favorita, il Celano però stupisce tutti vincendo 2-1 l'andata in casa grazie ai gol di Dionisi e Barraco, e pareggiando 1-1 al Dei Marsi di Avezzano (ancora Dionisi in gol) con ad una condotta di gara impeccabile. Davanti ad un migliaio di tifosi in tripudio, assiepati nel settore ospiti, il Celano conquista una storica finale verso la C1 dove incontrerà il Rel Marcianise. L'andata finisce 0-0 tra le polemiche per un gol annullato e un rigore negato ai biancoazzurri. In Campania, su un campo impossibile, vincono i padroni di casa 3-1 e il sogno svanisce. Rimane l'impresa e la soddisfazione per un risultato storico che ha riacceso l'entusiasmo degli sportivi celanesi premiando il lavoro della Società e la perseveranza della famiglia Piccone.

La stagione 2009-2010 viene archiviata con una storica salvezza che regala al Celano la permanenza in Seconda Divisione per il quinto anno consecutivo. Si tratta di un risultato mai raggiunto nella storia calcistica della nostra città. Nell'unico precedente, tra il 1987 e il 1991, l'avventura tra i professionisti era durata quattro anni e poteva già considerarsi un record.

Sempre a proposito di record, al timone dei biancoazzurri per la stagione 2010-2011 è rimasto Giacomo Modica, che da quattro anni siede sulla panchina del Celano.

In questa stagione il Celano disputa un campionato incentrato solo ed esclusivamente alla salvezza, che riesce ad ottenerla con 25 punti ad una giornata dal termine del campionato.

Per la stagione 2011/2012, il Celano F.C. Marsica, si affida in panchina a mister Michele Facciolo che per quattro anni è stato il vice allenatore di Giacomo Modica. L'obiettivo della società rimane sempre lo stesso: mantenere la categoria e valorizzare i giovani.

Dopo ben 6 anni (redord per la squadra castellana) di Seconda Divisione, il Celano affronta il campionato di Serie D 2012/2013. Dopo più di 20 anni al timone della Società non c'è più Ermanno Piccone, il Presidente "tifoso" che ha fatto vivere immense gioie ai tifosi celanesi e di tutta la Marsica; non dimenticheremo mai l'atmosfera che si respirava durante i Play-off del 2007, con in panchina Giacomo Modica, (oggi Collaboratore Tecnico di Zeman alla Roma) quando nella finale di ritorno a Marcianise sfumò il sogno della C1.
Il progetto Celano però non si è fermato, infatti grazie ad un gruppo di imprenditori e commercianti, la squadra affronta il campionato di Serie D. Il nuovo Presidente è Benito Marcanio.
La panchina è tutta "celanese"; il nuovo allenatore sarà Angelo Pierleoni, ex calciatore di serie A ed il suo vice sarà Luigi Morgante, che ha vestito per molti anni la maglia bianco-azzurra.
L'obiettivo della stagione è in linea con quello che ha contraddistinto la società da sempre: puntare sui giovani, valorizzarli e disputare un campionato per mantenere la categoria.

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